fbpx

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori info sulla policy Ondaiblea.

Info generali: Garante per la Privacy

Sapere

Autore: Salvo Micciché
Editore: Biancavela - Il Giornale di Scicli
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Ragusa, 19 aprile 2017 – Il nuovo libro di Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica (Biancavela - Il Giornale di Scicli, 2017) verrà presentato a Scicli e a Ragusa.

Scicli - presso il Caffè Letterario Vitaliano Brancati (Via Aleardi) sabato 13 maggio alle ore 19

Ragusa - presso la Libreria Flaccavento (Via Rapisardi 99) venerdì 19 maggio alle ore 18

 

Autore: Salvo Micciché
Editore: Biancavela - Il giornale di Scicli
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Da pochi giorni nelle librerie on line è già presente il libro dello sciclitano Salvo Micciché “Scicli: onomastica e toponomastica. Con appendice araldica” (Edizioni Il Giornale di Scicli - Biancavela - StreetLib, 2017, pp.328), con la prefazione di Giuseppe Pitrolo (Il Giornale di Scicli) e postfazione di Giuseppe Nativo (pubblicista). 

Il libro a stampa si trova già nelle librerie di Scicli e a breve Ragusa abbracciando le città del territorio ibleo.

 

A 26 anni di distanza da Onomastica di Scicli (Il Giornale di Scicli, 1991), Salvo Micciché propone un nuovo studio sull’etimologia e la storia dei cognomi e dei luoghi di Scicli (Xicli) che comprende le 550 voci onomastiche del precedente libro (ora sono 1100 i cognomi trattati) e aggiunge oltre 200 toponimi, con note storiche, archeologiche, araldiche, etimologiche e semantiche. Un apparato testuale di 600 note, una bibliografia ampliata e un indice analitico aiutano il Lettore a portare avanti la ricerca. Un prezioso Stemmario con 138 armi araldiche di Scicli impreziosisce l’opera (altri 150 blasoni sono descritti nel testo). Nel libro sono inseriti contributi di Stefania Fornaro, Pietro Militello, Paolo Militello, Paolo Nifosì, Giuseppe Nativo, Giuseppe Pitrolo.

 

Salvo Micciché, consulente informatico e fotoreporter, è correttore di bozze per alcuni editori, scrive di filosofia, logica, matematica, e tecnologia per riviste di settore, di sicilianità e storia locale su Il Giornale di Scicli e il quotidiano on line Ondaiblea di cui è direttore editoriale. Parla inglese, francese, spagnolo, traduce russo, arabo, ebraico (oltre a greco e latino).

Nel 1991 ha pubblicato Onomastica di Scicli, uno studio etimologico sui cognomi (con appendice araldica) per le edizioni de Il Giornale di Scicli. Lo studio è stato ora aggiornato e ampliato in Scicli: onomastica e toponomastica (Il Giornale di Scicli – Biancavela - StreetLib, 2017, prefazione di Giuseppe Pitrolo e postfazione di Giuseppe Nativo).

Nel 2016 ha pubblicato per Biancavela - StreetLib due titoli di poesia siciliana: Argu lu cani, Zàghiri e Parmi (entrambi con prefazione di Giuseppe Nativo e introduzione di Giuseppe Pitrolo e Pippo Di Noto); sempre nel 2016 con Marco Iannizzotto ha pubblicato il libro di poesia italiana Dall’Alba ai Girasoli (Biancavela – StreetLib, prefazione di Marinella Tumino).

Appassionato di radio, ha pubblicato alcune edizioni del manuale DX Handbook e scritto e curato altre pubblicazioni tecniche on line sulle radiotrasmissioni.

Nato a Scicli nel 1964, vive a Ragusa con la moglie Concetta Liliana.

 

L’ebook si può comprare nelle librerie on line o direttamente presso l’editore (Link).

Autore: Salvo Micciché
Editore: Biancavela - Il giornale di Scicli
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Scicli, 31 marzo 2017 – È in vendita nelle principali librerie on line (Amazon, Apple iBooks, Google Play Libri, La Feltrinelli, IBS, Hoepli, Mondadori Store, Unilibro, Kobo...) l'ebook di Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica, edito per una sinergia tra Biancavela Editore (Ragusa), Il Giornale di Scicli e StreetLib Italia.

Il libro a stampa sarà distribuito nelle librerie da lunedì 3 aprile, a partire dalle librerie di Scicli.

A 26 anni da Onomastica di Scicli, che nel 1991 l'Autore ha pubblicato per i tipi de Il Giornale di Scicli e che è stato un successo editoriale, Salvo Micciché ha ampliato la ricerca sull'etimologia e la storia dei cognomi portando i cognomi trattati da 550 a 1100 e aggiungendo l'analisi e lo studio di oltre 200 toponimi.

Con la consulenza dei professori Paolo Nifosì, Pietro Militello, Paolo Militello e dell'archeologa Stefania Fornaro e prendendo spunto anche dall'opera del prof. don Ignazio La China e del compianto prof. Elio Militello, sono stati inseriti nel libro paragrafi di storia civile e religiosa, archeologia, storia dell'arte. Impreziosiscono il libro 13 "Medaglioni" tratti dal brillante libro dedicato a personaggi sciclitani scritto dal dottor Guglielmo Pitrolo (Edizioni Il Giornale di Scicli) e due genealogie di Bartolomeo Favacchio.

Il libro contiene un'appendice araldica con la descrizione di 300 blasoni e la riproduzione di 138 armi araldiche a colori (tra cui lo stemma della Città di Scicli), cui hanno collaborato anche gli alunni dell'Istituto Comprensivo Dantoni di Scicli, sotto la guida del prof. Carmelo Errera.

L'introduzione è di Giuseppe Pitrolo (nel libro è riportata anche la prefazione a Onomastica di Scicli, 1991, a cura di Franco Causarano, direttore de Il Giornale di Scicli). Giuseppe Nativo ha scritto una postfazione e ha contribuito al libro con alcuni scritti su Scicli.

Il testo (come il precedente di cui rappresenta ben più che una "seconda edizione") rimane tuttora l'unico studio importante sull'onomastica del comprensorio sciclitano, il cui studio è ora ampliato (328 pagine) anche con un'apparato di 600 note (con riferimenti anche ad etimologia da greco, latino, arabo, ebraico e altre lingue), una bibliografia ampliata e un importante indice analitico di oltre 300 voci.

Autore: Salvo Micciché
Editore: Biancavela - Il giornale di Scicli

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

C’è Scicli nota e quella meno nota, quella perduta nelle pieghe della sua lunga storia e quella che incanta per l’anima segreta delle sue bellezze. Una città le cui basole sono scalfite dalla luce degli eventi e l’impaginazione del patrimonio architettonico fa innamorare i turisti. Descriverne i luoghi, tanto in ambito storico quanto in quello artistico, non è compito semplice. Tale operazione diventa ancora più ardua quando la trattazione si incunea nello studio dei processi di denominazione e caratteristiche dei nomi propri (onomastica), nell’analisi linguistica dei nomi di luogo e di contrade (toponomastica) e, infine, nello studio degli stemmi nobiliari, relativamente alla loro origine, specie e composizione (araldica). Tre settori di ricerca che, sebbene possano sembrare relegati nelle enciclopedie o appannaggio esclusivo di esperti di canuto pelo, si rivelano come fili intrecciati del nostro DNA le cui radici risentono del fluido magmatico e plurisecolare della storia. 

A seguire tali sentieri, cimentandosi in una paziente e certosina ricerca semiotica che tocca il processo di formazione e di trasformazione del territorio comitale, e in particolare sciclitano, caratterizzato da una peculiare evoluzione tanto storica quanto culturale, è stato Salvo Micciché con il suo recente libro “Scicli: onomastica e toponomastica. Con appendice araldica” (Biancavela – Il Giornale di Scicli - StreetLib, 2017, pp. 328). Consulente informatico, fotoreporter e direttore editoriale del quotidiano on line Ondaiblea, con alle spalle un notevole corredo di pubblicazioni (dalla matematica alla poesia), affetto da “sciclitudine” e “intrinsecamente ragusano” (come ama definirsi), con questa ulteriore ricerca vuole rendere un prezioso omaggio a questo lembo di Sicilia e, in particolare, alla sua Scicli. “Un siciliano resta tale per sempre”, diceva Pirandello. E anche Salvo Micciché non si è sottratto a questa verità. 

Con uno stile sobrio e preciso, l’occhio analitico del ricercatore, e una trattazione suffragata da una corposa bibliografia che “testimonia la qualità del lavoro svolto dallo studioso che su essa e con essa ha operato” (come segnala Giuseppe Pitrolo nelle sua “Nota bibliografica”), il volume – impreziosito dell’apporto di Carmelo Errera, consulente per le illustrazioni dello Stemmario, alcune delle quali disegnate e colorate dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Dantoni” di Scicli (plesso di Piazza Italia) – si presenta anche come un’interessante guida per scoprire l’etimo non solo dei cognomi ma anche quello dei numerosi quartieri e contrade di Scicli: da Junci (“junchi”, ovvero i giunchi) al Càrmunu (il Carmine, ovvero Piazza Busacca), che va ad ovest sopra il Torrente Aleardi (“a China”), dove annesso alla chiesa omonima è l’ex Convento dei Carmelitani fondato nel 1386 accanto alla più antica chiesetta di San Giacomo Interciso (convento che fino al XVI secolo è detto pure “di San Giacomo seu Nunziata”). 

Fanno parte integrante del testo anche i “Medaglioni” che raccolgono simpatici ed affabulanti segmenti di micro-storia sciclitana attraverso alcuni ritratti di personaggi illustri estrapolati - per gentile concessione del figlio, Giuseppe Pitrolo - dalla mirabile penna di Guglielmo Pitrolo che ne pubblicò in gran numero nel libro “I medaglioni” Ritratti sciclitani (Il Giornale di Scicli, 2008).

 

Giuseppe Nativo

 

***

dalla Postfazione al libro Scicli: onomastica e tonoponomastica, di Salvo Micciché (edito da Biancavela e Il Giornale di Scicli). Testo pubblicato anche dal quotidiano La Sicilia (13 marzo 2017, pag. 14). Il libro sarà nelle librerie nei prossimi giorni...

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Riportiamo per i Lettori di Ondaiblea un brano di Storia tratto dal libro di Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica, Biancavela - Il Giornale di Scicli (StreetLib), 2017, con prefazione di Giuseppe Pitrolo e postfazione di Giuseppe Nativo.

Il libro sarà disponibile la settimana prossima, come ebook (su Amazon e tutte le librerie on line) e a stampa, nelle principali librerie (e cartolibrerie) di Scicli, Ragusa e provincia.

 

«Come riporta Bartolo Cataudella [Scicli, storia e tradizioni, ndr], in antico si accedeva a Scicli per sette porte: la prima presso la Torre triangolare che dava accesso al castello e crollò con il terremoto del 1693. La seconda apriva l’est a Torre Palombo. La terza a Chiafura, detta “di Anselmo”, da cui doveva partire (a quanto scrivono gli storici del ‘600) una mitica strada sotterranea che poi sarebbe stata seppellita dal terremoto. La quarta era la porta di Xilomo (o Vilomo) e dava verso Santa Margherita (quartiere ora non più esistente). La quinta era detta Porticella presso Santa Maria di Loreto (sotto San Matteo). La sesta, di cui Carioti dice che al suo tempo ancora si vedevano le fondamenta, era presso Santa Lucia (sulla collina). La settima era grande e maestosa, la porta di Modica, a nord, la “Balata” degli arabi (“[porta del] Centro abitato”). [...]» 

 

Salvo Micciché

 

***

Il brano è stato riportato anche sul quotidiano La Sicilia (13 marzo 2017, pag. 14), nella pagina dedicata al libro.

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

A pochi giorni dall’uscita di Scicli: onomastica e toponomastica, il nuovo libro di Salvo Micciché, edito da Biancavela e Il Giornale di Scicli, riportiamo la prima parte dell’introduzione dell’autore. Questo estratto fa parte anche della pagina dedicata dal quotidiano La Sicilia (13 marzo 2017, pag. 14) al libro, e riportata anche da Il Giornale di Scicli, in sintesi.

È la rielaborazione dell’introduzione del libro Onomastica di Scicli che l’autore ha scritto nel 1991 per i tipi de Il Giornale di Scicli.

 

 

«La Rocca di Shiklah, posta in alto sopra un monte, e delle più nobili, e la sua pianura delle più ubertose. Dista dal mare tre miglia circa. Il paese prospera moltissimo: popolato, industre, circondato da una campagna abitata, provvisto di mercati … Presso Shiklah e ancora una fonte chiamata ’Ayn-l Awqât [Donnalucata, ndr], cioè “Fonte dei tempi [o delle orazioni]”, cosi detta perche l’acqua non vi sgorga se non durante le ore della preghiera [islamica]».

Così, nella prima meta del XII secolo, il geografo arabo Al-Idrîsi descriveva Scicli nel “Kitab nuzhat al-mushtaq fi ikhtiraq al-afaq” (“Libro per il sollazzo di chi si diletta a girare il Mondo”), più noto come “Libro di Re Ruggero” (“Kitab Ruǵari”). E, difatti, tra il 1100 e il 1200, Scicli era uno dei principali centri di vita civile e commerciale della Sicilia. Come nel resto dell’isola, vi convivevano due anime, l’araba e la cristiana. Progressivamente la seconda prevalse sulla prima, ma della presenza araba restarono ampie tracce nei luoghi e nei nomi (toponomastica e onomastica).

Scicli medioevale, testimoniano le fonti, era un centro di ritrovo per tutti: il popolo, i mercanti, i numerosi nobili e titolati. Il suo sviluppo, cominciato assai lentamente, sembrava accelerare fino a raggiungere lo splendore tra i secoli XVI e XVII. Solo l’esiziale terremoto del 1693 parve arrestarlo. Intanto ai già numerosi nuclei familiari autoctoni altri se ne aggiungevano e altri ancora scaturivano dalle alleanze matrimoniali. Moltiplicandosi i rami gentilizi proliferavano anche i nomi e i cognomi, accumulandosi fino a raggiungere (col passar dei secoli) l’attuale numerosità.

Proprio da qui facciamo partire la nostra ricerca: dal Nome (delle persone e dei luoghi), dalla sua etimologia, dalla sua storia, o meglio “microstoria”, da aspetti apparentemente insignificanti, frammenti di storia di una terra e dei suoi abitanti. Visti in una prospettiva semiotica (con un occhio all’antropologia culturale), anche i nomi propri (quindi i cognomi e i toponimi) includono un segno, un indicatore di “significato” ancestrale che induce ad indagare non solo la semantica e l’etimologia, ma anche il rapporto tra significante e significato, tra segno, concetto e referente e che la pura etimologia riesce a stento a svelare. In questa prospettiva vengono spesso in soccorso la storia (e l’archeologia), l’araldica, l’antropologia e perfino la sociologia; ed è quanto abbiamo tentato cercando di mettere insieme tutte le fonti. [...]

 

Salvo Micciché 

 

Scicli: onomastica e toponomastica, pag. 17

Altri articoli...

Sottocategorie

Libri di Salvo Micciché

Scicli - storia, cultura, religione...Scicli: onomastica e toponomasticaZàghiri e Parmi...Argu lu cani...Dall'Alba ai Girasoli...
Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Scicli: onomastica e toponomastica Salvo Micciché, Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Salvo Micciché, Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Marco Iannizzotto e Salvo Micciché, Dall'Alba ai Girasoli, Edizioni Biancavela - StreetLib
Salvo Micciché e Stefania Fornaro Scicli - storia, cultura, religione (secc. V-XVI) Carocci editore Salvo Micciché Scicli: onomastica e toponomastica (con appendice araldica) Edizioni Biancavela - Il Giornale di Scicli - StreetLib Salvo Micciché Zàghiri e Parmi - Omaggio al Siciliano: poesia, grammatica, glossario Edizioni Biancavela - StreetLib Salvo Micciché Argu lu cani - Cunti, stori, puisia in lingua siciliana Edizioni Biancavela - StreetLib Marco Iannizzotto e Salvo Micciché Dall'Alba ai Girasoli Edizioni Biancavela - StreetLib

Biancavela, Carocci Editore, Streetlib, Il Giornale di Scicli

Ondaiblea  la Rivista del Sudest

Libri consigliati

San Guglielmo Cuffitella...Appunti per una Storia della Pietà...La Sacra Rappresentazione delle Milizie...
Ignazio La China, San Guglielmo Cuffitella - un profilo agiografico, Edizioni ilminutod'OroIgnazio La China, Appunti per una Storia della Pietà popolare a Scicli, Editrice SionLa Sacra Rappresentazione delle Milizie, Editrice Sion
Ignazio La ChinaSan Guglielmo Cuffitella - un profilo agiografico Edizioni ilminutod'OroIgnazio La China Appunti per una Storia della Pietà popolare a Scicli Editrice SionIgnazio La China La Sacra Rappresentazione delle MilizieEdizioni ilminutod'Oro

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry