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Siracusa, 1 settembre ‘15 – Approvate le aliquote Imu e Tasi, con qualche modifica rispetto alle proposte della Giunta. Ci sono volute quasi sette ore di confronto, non senza molti momenti di tensione tra maggioranza e opposizione, affinché il consiglio comunale, nel corso della notte, esitasse i due provvedimenti che aprono la strada alla formalizzazione della proposta di bilancio preventivo 2015, che deve essere approvato entro il 30 settembre.

Confrontate con le decisioni della Giunta, le delibere dell'Assise dovrebbero comportare minori entrate dell'Imu, a vantaggio delle attività economiche e degli studi professionali che pagheranno il 7,6 per mille invece del 9, mentre è stato chiarito che il balzello viene applicato alle abitazioni principali, nella misura del 4 per mille, solo quando queste sono di lusso, cioè accatastate come A/1, A/8 e A/9. Per la Tasi, la proposta iniziale di incremento al 3 per mille del tributo sull'abitazione principale è stata contenuta al 2,7, ma è stata inserita una nuova aliquota del 3 per mille sugli immobili per attività economiche, formalmente “fabbricati strumentali utilizzati in via esclusiva per l'esercizio dell'arte o dell'impresa commerciale”.

Tutte le modifiche sono frutto di due emendamenti, gli unici approvati, presentati dalla maggioranza. L'Imu base resta al 10,6 per mille e al 9,6 per i terreni agricoli. Per le abitazioni principali di lusso, e relative pertinenze, è prevista una detrazione di 200 euro.

La nuova Tasi, nella misura del 2,7 per mille sulla prima casa, prevede due detrazioni: una di 30 euro, per ogni figlio a carico a partire dal terzo, e una in base alla rendita catastale secondo il seguente schema: 100 euro con rendita fino a 300 euro; 70 con rendita fino a 400; 50 euro fino a 500; nessuna detrazione per rendita superiore a 500. Resta immutata la Tasi dell'1 per mille sui fabbricati rurali a scopo strumentale. Tutte le modifiche vanno conteggiate nel saldo che deve essere versato entro il 16 dicembre.

Dopo un munito di raccoglimento per i migranti che giornalmente muoiono in mare, proposta del gruppo Area democratica e illustrata da Cosimo Burti, Cetty Vinci e Salvatore Castagnino hanno dato il via al dibattito sui provvedimenti tributari lamentando il non soddisfacimento della loro richiesta, avanzata nella seduta di giovedì scorso, di allegare alle proposte sulle aliquote i rispettivi regolamenti così da poterli adeguare agli emendamenti presentati.

Sempre riferendosi alla seduta di giovedì, Simona Princiotta ha ricordato che era stata chiesta la presenza in aula della Giunta e dei revisori dei conti per un'ampia condivisione dei provvedimenti in votazione, evidenziando la presenza del solo assessore al Bilancio, Gianluca Scrofani.

Salvo Sorbello ha stigmatizzato le assenze del sindaco e quella del suo vice, considerandole “un'offesa alla città” vista l'importanza delle proposte. E Castagnino, intervenendo subito dopo, ha chiesto il rinvio della seduta a una data da stabilire in base alle esigenze del sindaco. La proposta, messa ai voti dal presidente Leone Sullo, è stata respinta con 20 no, 2 astensioni e 1 sì.

La relazione sui due provvedimenti tributati è stata pronunciata dall'assessore Scrofani, che ha tracciato un bilancio delle politiche adottate per contenere la spesa e per scrivere un bilancio 2015 rispondente alla reale situazione dell'Ente. Ha evidenziato i 4,7 milioni di minori trasferimenti da Stato e Regione rispetto al 2014 (da 30 milioni a 9,7 da parte dello Stato dal 2011 al 2015; da 10 a 7,3 milioni dalla Regione nello stesso arco di tempo); ha parlato degli appalti messi a gara per mettere fine al sistema delle proroghe; di una maggiore capacità del Comune di riscuotere i tributi, in particolare la Tasi che ha fatto registrare 800mila euro in più rispetto al passato. Altri punti sottolineati: i tagli alle spese della politica con la riforma delle commissioni consiliari; un risparmio di 500mila euro sul personale comunale; il mancato pagamento delle utenze del palazzo di giustizia a partire dal oggi.

Nello specifico, sull'Imu è diventata motivo di polemica la formulazione dell'aliquota sull'abitazione principale. Castagnino ha rilevato che tale previsione era fuori dalla legge poiché l'Imu non è prevista per la prima casa, contestando anche il parere espresso dai revisori dei conti e chiedendo che fosse inviato alla procura della Corte dei conti. Dalla maggioranza, Cosimo Burti, illustrando l'emendamento che ha ridotto dal 9 al 7,6 per mille l'Imu sui fabbricati commerciali e gli studi professionali, ha replicato che la legge in realtà è stata rispettata poiché il la tariffa introdotta si riferisce agli immobili di lusso (accatastate come A/1, A/8 e A/9). Un argomento, questo, che è stato meglio esplicitato dal direttore generale, Vincenzo Migliore: l'Imu, ha detto, è materia sottoposta a riserva di legge nazionale, che ne esclude l'applicazione sulla prima casa.

Una spiegazione che non ha impedito Sorbello e Princiotta di puntare il dito rispetto sugli errori commessi, anche in passato, dalla burocrazia, errori, ha detto Fabio Rodante, dei quali anche i consiglieri comunali sono responsabili perché non riescono a cambiare questo stato di cose. Rodante, inoltre, ha accusato la maggioranza di non cercare, nelle commissioni, la concertazione con l'opposizione.

Sul complesso del provvedimento, a parte Gaetano Firenze che ha annunciato l'astensione, dalla maggioranza (Carmen Castelluccio e Alfredo Foti) hanno evidenziato che con gli emendamenti proposti, rispetto alle decisioni della Giunta, si riduce l'aliquota per gli immobili economici e commerciali, quindi delle imprese, e per gli studi professionali. Contrari dai banchi dell'opposizione: Massimo Milazzo, Vinci e Castagnino hanno evidenziato, anticipando il resto del dibattito, che la riduzione sarebbe stata assorbita da altri aumenti previste nella Tasi per le stesse tipologie di edifici.

Alla fine, la proposta delle aliquote Imu, dopo l'approvazione dell'emendamento della maggioranza, è passata con 21 sì, 5 no e 1 astensione; a maggioranza è passata anche l'immediata esecutività.

Il dibattito sulle aliquote Tasi, il tributo sulla prima casa che va a finanziare i servizi indivisibili, è stato incentrato sulla decisione della Giunta di proporre un aumento dello 0,7 per mille (dal 2,3 al 3), decisione fortemente criticata dalla minoranza e che la maggioranza consiliare ha deciso di modificare con un emendamento. Il primo a prendere la parola è stato Burti, che ha spiegato l'aumento con i tagli nei trasferimenti da Stato e Regioni, annunciando poi presentazione della modifica alla proposta per limitarla al 2,7 per mille.

Pronta la replica di Castagnino, per il quale la sostanza del provvedimento è un amento del balzello a fronte di servizi che restano scadenti, specie per i cittadini meno fortunati. Poi, dito puntato contro le spese per consulenti e contro i pareri contabili dati agli emendamenti, ritenuti superficiali.

Dalla maggioranza, Antonio Moscuzza ha evidenziato che tutti i comuni sono in difficoltà e tutti sono costretti a ritoccare i tributi per evitare “il rischio di fare macelleria sociale”, argomenti questi ripresi anche da Francesco Pappalardo.

Con un bilancio impegnato per 9 dodicesimi, ha detto Tanino Firenze, sarebbe stato meglio avere in aula il sindaco per chiarire le scelte fatte, mentre si rende necessario trovare fondi per investimenti. Firenze ha annu0nciato l'astensione anche su provvedimento della Tasi.

Dall'opposizione, Cetty Vinci ha lamentato i parere contabili negativi dati agli emendamenti a favore delle fasce deboli, dicendo che sarebbero stato meglio approfondirli, argomento questo al quale ha risposto il ragioniere generale, Giorgio Giannì, dicendo che le finanze dell'Ente e le nuove regole contabili impedisco anche il più piccolo scostamento rispetto alle previsioni di spesa per i servizi.

Altro motivo di scontro è stato l'introduzione della Tasi al 3 per mille sugli immobili strumentali, criticata dall'opposizione per le ricadute sull'economia e perché vanificherebbe il taglio operato sull'Imu aggravando la pressione fiscale. La maggioranza ha replicato che il balzello è interamente deducibile dalla dichiarazione dei redditi.

Dopo l'approvazione dell'emendamento della maggioranza, le aliquote Tasi sono state approvate con 20 sì, 3 no e un'astensione; con lo stesso esito è passata l'immediata esecutività del provvedimento.


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