Ragusa e dintorni
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Ragusa, 29 gennaio 2015 – “Una vicenda che poteva essere evitata”. Senza giri di parole è questa la posizione dell’Associazione Youpolis Sicilia per quanto accaduto ieri sera al San Vincenzo Ferreri. L’evento, che è stato interamente concepito e organizzato dall’Associazione RagusaGiovani, nella presenza delle opere del maestro Cilia non poteva che avere un “valore aggiunto” e dunque nessuna fattispecie che lo poteva “snaturare”. 

“La nostra natura associativa vede i nostri laboratori collaborare con le amministrazioni ma anche segnalare ciò che a nostro parere risulta sbagliato” – spiegano da Youpolis, “ma così come usciamo da un periodo molto fruttuoso a fronte delle belle iniziative organizzate dalla nostra rete di associazioni con l’amministrazione iblea, oggi ci ritroviamo a dover constatare che la reazione dell’Assessore Campo risulta sproporzionata rispetto alla reale situazione che si era verificata.” 

Si ritiene che – anche se fosse stato sicuramente meglio prevedere questo ‘valore aggiunto’ sin dall’inizio, ma solo per programmare il tutto con serenità – un elemento in più all’interno dello spettacolo non avrebbe stravolto nulla, né, a nostro parere, creato “problemi burocratici” in quanto non sconvolgeva il “pacchetto” presentato al Comune. Rimaneva intatta infatti l’intera manifestazione sulla Shoah e i relativi contenuti. 

Tra l’altro capita che all’interno di qualsiasi manifestazione si vengano a verificare situazioni, o che arricchiscono (artisti, possibilità, occasioni che possono aggiungersi all’ultimo) o che impoveriscono (forfait dell’ultimo minuto), cose che di fatto possono portare a modifiche sostanziali alle scalette. Nel caso di Cilia, che sia stata una scultura o più opere aggiuntive, non si sarebbe comunque trattato di una mostra, di un “evento nell’evento” ma semplicemente – nella concezione della bontà e sincerità dei giovani organizzatori – di elementi artistici atti a contestualizzare meglio, arricchendolo di significato, il momento che si stava vivendo. 

Poi, il gruppo di “Progetto Danza” aveva studiato una coreografia attorno alla scultura, cosa che dimostra quanto gli elementi del Maestro Cilia erano concepiti per integrarsi totalmente nei vari momenti dello spettacolo. 

Per tutto ciò, nel rinnovare la nostra stima nei confronti di Kewin Lo Magno, giovane che oltre a far parte della nostra associazione ha scelto di dare vita ad una sua realtà autonoma, di Stefano Vaccaro, che da diversi anni si impegna con fervore nell’ambito artistico-letterario con risultati, in termini di contenuti e “scoperte letterarie” chiaramente noti a tutti, degli amici di Progetto Danza Ragusa e della Compagnia Dionysos, realtà comprovate all’interno del nostro scenario artistico e non solo, auspichiamo che il percorso fin qui intrapreso dalle associazioni giovanili della nostra città, - che ha permesso la messa in opera di importanti manifestazioni, non ultima e piena di sforzi la splendida giornata dell’11 Gennaio 2015 – riprenda con la consapevolezza, da parte dell’amministratore locale, chiunque esso sia, di saper sempre mediare tra belle proposte e ovvie problematiche logistiche, evitando reazioni come quella di ieri sera, che come detto, rimane ingiustificata. 

La nostra associazione, insieme a tutte le altre che da tempo lavorano a rete, rimarrà sempre propulsore di collaborazione e buone pratiche perché la nostra comunità possa vivere occasioni di sostanza dedicate alla cultura, all’arte, alla riflessione, aperte a tutti.

 

Simone Digrandi (presidente Youpolis Sicilia)

 

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Sulla vicenda interviene anche il PD: «Il sindaco chieda scusa ai ragusani»

La manifestazione sulla Shoah annullata a San Vincenzo Ferreri, i consiglieri comunali del PD di ragusa e il circolo “rinascita democratica” chiedono al sindaco di scusarsi con i ragazzi che con entusiasmo avevano promosso l’iniziativa

 

Ragusa, 29 gennaio 2015 – “La cultura non si fa con i colpi di mano, con le prevaricazioni. 

La cultura supera tutto e tutti, anche le divisioni ideologiche. A maggior ragione nel contesto di una iniziativa in cui si sarebbe dovuta commemorare la Shoah. E, invece, ne è venuta fuori una polemica disgustosa, con l’assessore alla Cultura, Stefania Campo, che ha perso una buona occasione per dimostrare che questa Amministrazione grillina è capace, a volte, anche di slanci di un certo tipo. Cosa che, purtroppo, non è avvenuta”. 

Lo dicono i consiglieri comunali del PD, Mario D’Asta, Giorgio Massari e Mario Chiavola, a proposito dell’episodio verificatosi mercoledì pomeriggio nell’auditorium di San Vincenzo Ferreri, quando la Campo ha deciso, per la presenza delle opere di un artista universalmente apprezzato come Franco Cilia che era stato invitato solo in corso d’opera, di imporre dei diktat che hanno spinto gli altri artisti ad annullare la manifestazione. 

“Di tutta questa vicenda, al di là di come ciascuno la può pensare – continuano i consiglieri del Pd – il nostro più grande rammarico è soltanto uno: aver dato un esempio certo da non seguire a quei giovani che, con tanto entusiasmo, avevano organizzato l’iniziativa”.

“Anche perché in questo modo – aggiungono il segretario del circolo “Rinascita Democratica”, Tony Francone, assieme alla componente di segreteria, Alessandra Sgarlata – passa il messaggio, devastante, che a Ragusa le iniziative culturali devono avere un determinato target ideologico altrimenti non si possono organizzare. Ma non solo. 

Avremmo dovuto celebrare una presa di distanza da atti di razzismo e di intolleranza che hanno determinato una tragedia di proporzioni colossali. E cosa facciamo? Ci comportiamo in modo intollerante, così come ha fatto la Campo. E’ chiaro che non è ammissibile tutto ciò”. I consiglieri del Pd chiedono al sindaco di intervenire e di fare valere il proprio peso istituzionale in questa incresciosa vicenda e, soprattutto, di scusarsi con i ragazzi che avevano promosso l’appuntamento.

 

I consiglieri PD D'Asta, Massari, Chiavola e il segretario di Rinascita Democratica

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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