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Editoriali
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La comunicazione ostaggio dei social? Un’involuzione comunicativa che impoverisce i rapporti e rende le relazioni vacue e vuote

 

Siracusa, 30 settembre 2021 — Siamo arrivati all’inverosimile se per comunicare la dipartita di un caro o di un conoscente, si ricorre all’uso di Facebook, se per annunciare un lieto evento o semplicemente augurare un buon compleanno, basta una vignetta magari inoltrata, e così non si fa neanche lo sforzo di cercarla.

Tutto passa dai social, tutto è pubblicato in tempo reale. Ma ci sono notizie che per la loro stessa natura, sarebbe più delicato digitare il numero del cellulare e comunicare personalmente l’evento, triste o bello che sia. I social hanno completamente annientato ogni tipo di relazione interpersonale, hanno completamente rivoluzionato la comunicazione, annullando ogni tipo di emozione e di scambio comunicativo.

Ogni tipo di emozione comporta un’introspezione personale che spesso fa male cosicché ognuno, comodamente da casa, sceglie una emoticon congeniale o un like, e il gioco è fatto.

Nessun coinvolgimento emotivo, nessun turbamento, nessuna frase di circostanza, nessun imbarazzo e con la massima tempestività, è assicurata la propria presenza nei social. Questo fa denotare, la subdola costruzione di una distanza sempre più profonda, la costruzione di paletti per delimitare un confine entro il quale nessuno vuole e può entrare e di sicuro una frammentarietà dei rapporti.

Che tristezza! Un’involuzione sociale, i nostri tempi! È il linguaggio verbale e non verbale che insieme tessono una rete di affinità, di fiducia, di intesa e se queste componenti vengono a mancare, non può esistere una vera e propria comunicazione che è alla base di ogni civile società.

Remoti i tempi quando si alzava la cornetta e si passavano ore al telefono e si rideva, ci si confidava, talvolta si piangeva, si discuteva, con un’interfaccia che trasudava partecipazione viva. Quando si fissava per ore il telefono aspettando che arrivasse quella telefonata che mai arrivava. Emozioni allo stato puro, senza filtri e senza inganni. Le emozioni, quelle vere, quelle per cui il cui il cuore batte a tremila, suscitano sempre delle riflessioni e pare che l’uomo rifugga un’analisi interiore perché dovrà poi fare i conti con una realtà che spesso fa male, con una coscienza che urla e questo provoca ansietà e malessere.

Meglio pubblicare una faccina con le varie espressioni. Tutto è più facile, tutto è più semplice.

Quale strada tortuosa sta percorrendo l’uomo se evita l’altro e si nasconde dietro ad un display? L’essere umano oggi risulta sempre più isolato nel suo ego narcisistico, creando una incomunicabilità con i suoi simili, un silenzio sempre più abissale e con queste premesse, va incontro a una logica fallimentare, già in atto, di qualsiasi tipo di relazione futura. E allora, non lasciamoci fagocitare da Facebook o Instagram o Twitter, piuttosto integriamo il passato con il presente per edificare una comunicazione stabile e sana ed evitare un’alienazione che sarà inevitabilmente fatale.

 

Gabriella Fortuna

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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