Editoriali
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L’informazione corre veloce, ma nessuno più compra i giornali. Il Quarto potere è in crisi? se guardiamo alla vendita di giornali cartacei la crisi editoriale sembra evidente. Il mestiere del giornalaio, un mestiere in via d’estinzione...

 

Siracusa, 7 gennaio 2022 — Nessuno più compra i giornali. Trovare un’edicola in città è ormai una rarità, del resto perché comprare un giornale o una rivista, se basta andare sul web e trovare tutte le notizie che si vogliono, in tempo reale, gratuitamente e anche comodamente. È andato il tempo in cui si andava dal giornalaio di fiducia per scegliere il quotidiano o la rivista preferita e si stava lì, davanti a quella moltitudine di carta che profumava di nuovo e si sfogliava, a volte furtivamente sotto l’occhio vigile del giornalaio e dopo una lettura cursoria, si acquistava la rivista che più attirava.

Era l’epoca dei settimanali Amica, Gioia, Eva, Oggi, Sorrisi e Canzoni e si attendeva una settimana, talvolta un mese, per l’uscita successiva. Era un appuntamento in cui si aspettava pazientemente e nel frattempo si sfogliavano le pagine, si guardavano i particolari delle illustrazioni, si commentavano i gossip e i più patiti, ritagliavano le immagini dei propri beniamini per poi farli vedere con orgoglio agli amici. E poi, quando c’era in regalo il poster dell’attore o del cantante, si andava letteralmente in visibilio. Era il tempo in cui, dal parrucchiere si aspettava leggendo la rivista e con bramosia, si aspettava che la tizia accanto la riponesse per accaparrarsela, pensando di trovare notizie più succulenti. Oggi invece siamo tutti con gli occhi rivolti al nostro smartphone, isolati nel nostro egotismo, le notizie neanche più le leggiamo e dal titolo traiamo le personali conclusioni.

Il giornalaio era un amico, quasi un confidente, sempre sorridente e pronto a commentare la notizia del giorno per coloro, i più fedeli e affezionati, che tutti i dì compravano il quotidiano e poi, con il giornale sotto il braccio, l’inevitabile caffè.

Il signor Franco, storico giornalaio di Siracusa ormai in sereno giolito, racconta che ha dovuto chiudere la sua edicola perché non riusciva a sbarcare il lunario. Capitava, durante giornate nere, che non entrasse nessuno e a malincuore ha dovuto abbassare la sua saracinesca. Un tempo, testimonia, c’erano i ragazzini che compravano i giornaletti di Topolino o il Monello, l’Intrepido, o le mitiche figurine Panini, ma pare che anche questo tipo di lettore sia scomparso.

Il web ha fagocitato la carta stampata veicolando la comunicazione sempre più frammentaria in una società digitalizzata e intanto dal parrucchiere non ci sono più giornali e le edicole…primule rosse. Una consapevolezza amara!

 

Gabriella Fortuna

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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