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Ragusa e dintorni
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«Il massimo della raffinatezza dove fu il massimo della rozzezza»

 

Ragusa, 5 agosto 2021 — Gonfalone, Confalone, Cunfaluni: per i ragusani “i rutti”, simply.

Sono tutti toponimi per indicare le latomie di cava Gonfalone (il nome forse meno esatto, ma certamente il più noto).

Dallo scorso giugno le latomie di via Risorgimento (all’uscita di Ragusa in direzione Ibla dalla statale 115 o, ancora più chiaramente per i ragusani “ca calata o priculu”) sono oggetto di una ottima iniziativa “sinergica”. Il Comune di Ragusa, che ne è proprietario, ha dato incarico, con una gara, alla sezione di Ragusa del CAI (Club alpino italiano) e alla Associazione Regionale Guide Sicilia, di guidare all’interno dell’ambiente ipogeico i turisti che si prenotano.

Poco oltre i 20° C, umidità intorno al 70%, in parte al buio, la visita alle latomie è davvero una esaltante esperienza. E infatti sono state centinaia le persone (compresi molti ragusani che mai avevano visitato il luogo, seppure storico e conosciutissimo) che in questi due mesi hanno prenotato ed effettuato la visita. Adesso una novità che, visto l’andamento delle prenotazioni, non potrà non essere replicato.

La notte di San Lorenzo, ovvero il prossimo 10 agosto, martedì, si andrà a visitare le latomie ma con una novità, anzi due.

La serata speciale ha per titolo «… e uscimmo a riveder le stelle», riferimento esplicito all’anniversario dantesco. A partire dalle 21,30 saranno infatti proiettati video relativi al Sommo Poeta, e non solo. In collaborazione con la sezione siciliana dell’Associazione Italiana Sommelier, sarà proposta una degustazione di vini guidata dai sommelier. Il tutto per 12 euro a adulto e 7 per gli under 17.

A me pare una ottima proposta.

Se proprio debbo rendere omaggio al mio storico ruolo di rompipalle, posso dire solo una cosa. E lo faccio con intento umoristico (e spero si comprenda): nulla è più distante dalla raffinatissima pratica della colta degustazione del lavoro di vignaioli e vinificatori rispetto alla rozzezza e alle bestemmie, e agli sputi, e alla sporcizia dei pirriatura, che in italiano sarebbero i picconieri.

Il sommelier è, nell’immaginario collettivo, un raffinato professionista (colto in maniera praticamente perfetta da Antonio Albanese nel celeberrimo sketch).

In quelle grotte oggi si va, per fortuna di tutti, con intento turistico, di diletto, di meraviglia. Ma quelle grotte sono il frutto di anni, decenni di lavoro di picconieri che bestemmiavano e maledicevano la sorte ingrata di un lavoro bestiale e che li portava alla morte a quaranta anni. Lavoro comunque considerato sacro, perché dava da vivere. Miserevolmente, ma dava da vivere.

Accostare le due cose, in tutta onestà, mi fa senso. Epperò, considerato che i sommelier e chi vorrà degustare il nettare nero da loro proposto renderanno viva anche la memoria dei pirriatura, allora cin cin e buona notte di San Lorenzo.

 

Saro Distefano

San Lorenzo  


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