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Riconoscimenti per la scrittrice Marinella Tumino 

Ancora apprezzamenti per Marinella Tumino, scrittrice iblea e prof molto amata dai suoi studenti in quanto parla e sta insieme a loro come se fosse la loro mamma. Il suo compito, oltre che formativo, è anche quello di guidare i suoi ragazzi al fine di creare tutti i presupposti perché essi possano diventare adulti consapevoli, responsabili e attivi nella società civile.

Oltre ai suoi studenti Marinella Tumino parla anche ai suoi lettori e lo fa attraverso i suoi volumi che in questi anni ha dato alle stampe. La sua recente fatica letteraria, “L’Urlo del Danubio – Viaggio dell’anima sui binari della memoria storica” (Operaincerta Editore, Ragusa, 2018, pp. 128), attraverso la quale la scrittrice ragusana ripercorre narrativamente il dramma dalla Shoah con un viaggio immaginario in alcuni dei luoghi simbolo in cui si è consumata la terribile tragedia del nazismo, in pochi mesi ha riscosso vasti consensi anche in ambito nazionale.

Nei giorni scorsi le sono pervenuti non pochi attestati volti a riconoscere non solo il valore letterario del volume ma anche la carica umana ed emotiva che emerge dirompente dal testo narrativo. Il primo riconoscimento è arrivato da Papa Francesco che - per il tramite la Segreteria di Stato - ha fatto pervenire “espressioni di affetto e spirituale vicinanza” formulando gratitudine per il lavoro svolto dalla Tumino.

Anche il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha espresso riconoscenza all’autrice per la sua opera per la sua “passione e impegno”.

Infine, è di questi giorni la gratitudine formulata dalla senatrice a vita Liliana Segre, deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e sopravvissuta agli indicibili orrori dello sterminio ebreo. Così scrive: “Gentile Marinella, le sono grata per il libro che ha voluto gentilmente donarmi. Lo leggerò senz’altro nel poco tempo libero che ultimamente mi trovo a gestire. Ammiro il suo impegno nel trattare con professionalità e sensibilità il triste tema della Shoah. Anche a nome di coloro che non sono tornati le esprimo la mia più profonda stima e riconoscenza. Liliana”. 

Redazione

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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