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Manca il numero legale e stasera il voto sull'atto di indirizzo

 

Siracusa, 15 luglio 2014 – È slittato di 24 ore il voto dell'atto di indirizzo del consiglio comunale sul tema dell'inquinamento, soprattutto di natura industriale. L'adunanza aperta tenuta ieri sera, e che per oltre tre ore ha tenuto impegnati consiglieri, deputati nazionali e regionali e rappresentanti dell'Asp, si è fermato prima dell'atto finale, perché è mancato il numero legale al momento del voto per appello nominale, così come chiesto da Salvo Sorbello.

L'atto di indirizzo, letto in aula dal presidente della commissione Ambiente Gianluca Romeo, dai cui lavori è scaturita la seduta di ieri, sarà votato stasera alle 19 ed è il frutto dei contributi trasversali di diversi consiglieri comunali, toccando molti dei temi emersi nel corso del dibattito.

Il documento chiede all'Amministrazione di avere un contributo attivo nei processi decisionali per la salvaguardia del territorio e chiede che il Comune possa essere soggetto proponente all'interno della Commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale. Altri tre punti qualificanti sono l'urgenza di modificare la normativa in vigore (la legge 155 del 2010) così da prevedere l'analisi di tutte le sostanze di origine industriale, anche quelle attualmente non menzionate; insistere con la Regione per lo sblocco dei fondi da destinare alle bonifiche; l'istituzione della Consulta comunale per l'ambiente così come previsto dallo Statuto.

Altre richieste sono rivolte direttamente alle industrie: investimenti sulle nuove tecnologie per ridurre l'impatto inquinante delle produzione; cofinanziare la nascita di un centro oncologico; trasferire in mano pubblica la rete del Cipa; realizzare sistemi avanzati di controllo sui processi produttivi e sul monitoraggio ambientale in un'ottica di trasparenza. Infine, invitare la Regione a deliberare una legge che preveda il rilascio di un bollino di qualità sui terreni coltivabili.

Ai lavori, sotto la presidenza di Leone Sullo, per l'Amministrazione ha partecipato Francesco Italia nella doppia veste di vice sindaco e assessore all'Ambiente. In apertura di seduta, ha preso la parola Sorbello per sollevare il problema dei ritardi nei lavori sull'autostrada Siracusa-Gela, dove si formano, specie nei giorni festivi, incolonnamenti di ore. Sorbello ha chiesto di prendere provvedimenti verso l'Anas, non escludendo la possibilità di un esposto alla Procura della Repubblica.

Il dibattito è stato introdotto dalla relazione della commissione Ambiente, Romeo. Da alcuni mesi, ha evidenziato, la commissione consiliare ha focalizzato l’attenzione sulla zona industriale, in particolare sugli incidenti e sui sospetti di superamento dei limiti delle emissioni nell’aria, cercando i collegamenti con i casi di neoplasie. In questa ricerca, sono stati consultati medici, geologi, tecnici dell’Arpa e rappresentanti di associazioni ambientaliste; tutti sono stati concordi, ha detto Romeo, nell’evidenziare i ritardi della normativa regionale in materia, che risulta vaga. Altro problema rilevante è il mancato avvio delle bonifiche, che impedisce di bloccare le infiltrazioni di sostanze dannose nel sottosuolo fino alla falde acquifere. Per Romeo, sono necessari provvedimenti urgenti perché si sono sommati troppi ritardi e bisogna salvaguardare la salute e l'economia legata alla zona industriale, che rappresenta ancora una risorsa.

Nel dibattito, Salvatore Castagnino ha evidenziato la serietà del problema e la necessità di fare fronte comune. Invece, alcune spiegazioni e conclusioni fornite dagli enti preposti all'argomento sono poco convincenti. Infine ha chiesto che si raccolgano dati riferiti ad altre regioni del Paese che hanno situazioni simili alla nostra e confrontarli.

Per Antonio Moscuzza occorrono analisi serie ed approfondite, sottolineando poi la carenza delle strutture sul territorio e toccando la questione della radioterapia e del nuovo ospedale, per il quale ha lanciato l'appello al direttore generale dell'Asp e ai parlamentari di fare presto. Preoccupazione, infine, ha espresso per le bonifiche del sottosuolo lanciando d'idea che l'Ars adotti una legge per il rilascio di un bollino di qualità sui terreni coltivabili.

Il deputato nazionale Pippo Zappulla ha insistito sulla necessità che i gruppi industriali presenti in provincia facciano il loro ruolo con le bonifiche e con investimenti adeguati all'introduzione di tecnologie avanzate. Poi ha parlato della necessità di lanciare un nuovo piano di risanamento ambientale.

Per Tanino Firenze, riprendendo le parole di Zappulla, è giunto il momento che le industrie, dopo avere inquinato, comincino a disinquinare. Quindi ha lanciato l'allarme sullo stato dell'aria in città evidenziando la necessità di analisi più approfondite di quelle attuali.

L'assessore al Territorio, Mariarita Sgarlata, ha parlato degli sforzi della Regione per incrementare i controlli, annunciando l'acquisto di 53 nuove centraline con fondi europei. Poi ha sostenuto l'opportunità di dare più poteri ai sindaci sui controlli della qualità dell'aria, annunciando in questo senso la presentazione di disegno di legge all'Ars.

Salvo Sorbello ha denunciato le scarse informazioni sui dati dell'inquinamento, riferendosi in particolare ai dati pubblicati sul sito dell'Arpa che sarebbero riferiti allo scorso anno. Altre carenze, ha detto, riguardano i dati sull'andamento dei tumori e sull'inquinamento da benzene; poi ha chiesto che la Regione svolga fino in fondo il suo ruolo per la tutela della salute dei cittadini.

Da Cetty Vinci è arrivato l'invito a non indugiare sul passato ma di guardare avanti e di sapere cosa si vuole fare per il territorio in termini di investimenti e di contributi per la tutela dell'ambiente.

Per Alessandro Acquaviva, deve cambiare la normativa così che le analisi tengano in maggior conto le emissioni industriali, ma ha evidenziato la forte contrapposizione di interessi da parte delle industrie quando si passa alla fase degli interventi concreti. Infine ha dato atto al fatto che il Comune negli ultimi tempi e sempre più trasparente nella comunicazione dei dati di inquinamento dell'aria; infine si è detto preoccupato del fatto che la chiusura delle province regionali possa portare allo smantellamento dell'attuale rete di rilevamento in città.

Massimo Milazzo si è detto preoccupato per quanto sta accadendo, in particolare per il fatto che le aziende stanno lasciando il territorio senza affrontare i danni arrecati, e per il fatto che la politica sta assistendo senza intervenire. La aziende dicano cosa vogliono fare, ha concluso, ma assumendosi le proprie responsabilità. Se decidono di restare devono rispettare le normative.

Ultimo consigliere a intervenire è stato Francesco Pappalardo che ha ribadito la necessità di scelte chetengano conto della vocazione del territorio.

Per l'Asp hanno preso la parola il nuovo direttore generale, Salvatore Brugaletta, che ha auspicato una collaborazione istituzionale sulle tematiche care al territorio come nel caso dell'ospedale, e il responsabile del Registro tumori, Anselmo Madeddu, che ha illustrato le azioni messe in campo dall'azienda. In particolare ha riferito di 8 piani per affrontare le principali criticità e ha auspicato che si proceda rapidamente con le bonifiche, che possono rappresentare un concreto aiuto per il territorio contro i rischi ambientali.

Per Marika Cirone Di Marco bisogna superare le resistenze delle industrie, resistenze che restano anche quando arrivano i finanziamenti e poi non vengono fatte le manutenzioni e non si investe in nuove tecnologie.

Stefano Zito ha denunciato le insufficienze del sistema sanitario e le inefficienze dei controlli, e Sofia Amoddio ha parlato dei ritardi del ministero dell'Ambiente sul fronte delle bonifiche.

Il dibattito è stato chiuso dal vice sindaco, Francesco Italia, che ha offerto uno spaccato delle iniziative messe in campo dall'Amministrazione per la sicurezza dei cittadini, a cominciare dalla stazione mobile dell'Arpa posizionata al Campo scuola con la quale sono state rilevate le Pm 2,5, dati che sono stati pubblicati con cadenza mensile sul sito del Comune. Poi ha annunciato l'acquisto di un software (l'Ecomanager) e ha evidenziato la collaborazione con il Cnr nel progetto Smart Cities, che consente anche di monitorare l'aria e di raccogliere dati sull'inquinamento. Infine ha ripreso la proposta di passare la rete Cipa al controllo pubblico. “Avevamo ottenuto il sì dell'Eni – ha affermato – ma poi c'è stato chi si è opposto impedendo passi in avanti”. Ha concluso con un riferimento alla presenza del Comune nella commissione per l'autorizzazione ambientale: “Ci è stato detto di no, ma ci opporremo in tutte le sedi contro questa decisione, anche presentando ricorso per via giudiziaria”.

 

 


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