Religione
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Siracusa, 1 aprile 2015 – Al via domani, giovedì 2 aprile, il sacro triduo della Settimana Santa. 
Alle ore 9.30, nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime (e non come avviene abitualmente nella Chiesa Cattedrale), l’arcivescovo mons. Salvatore Pappalardo presiederà la messa del Crisma. 
Il Pastore della Chiesa siracusana venerdì alle ore 17.00, in Cattedrale presiederà la celebrazione della Passione del Signore; sabato alle ore 22.00, in Cattedrale presiederà la celebrazione della Veglia Pasquale. Infine domenica, giorno di Pasqua, alle ore 11.00 in Cattedrale celebrerà la Pasqua del Signore.

Per quanto riguarda invece la Settimana Santa nel centro storico, quest’anno le chiese di Ortigia hanno deciso di allestire un programma comune. “Abbiamo ripristinato un’antica consuetudine – ha spiegato don Flavio Cappuccio, parroco  della chiesa di San Giovanni Battista all’Immacolata -. D’accordo con il parroco della chiesa di San Pietro al Carmine, don Giuseppe Lombardo, abbiamo deciso che le due parrocchie si alterneranno nell’uscita del Cristo Morto e dell’Addolorata. In particolare quest’anno la processione prenderà il via dalla chiesa di San Filippo. Abbiamo diviso il percorso in tre tratti, perché nel segno della comunione tra le diverse realtà dell’isola, la processione è stata affidata alla Confraternita dell’Immacolata, alla Deputazione della Cappella di Santa Lucia ed al Comitato di San Sebastiano. Nello spirito della pietà e della devozione riscopriamo la processione del Venerdì Santo”.
La processione percorrerà le vie della Giudecca, Logoteta, Roma, Minerva, piazza Duomo (dove ci sarà una breve sosta davanti la Cattedrale), via Landolina, via Cavour, corso Matteotti, piazza Archimede, via della Maestranza, via della Giudecca e rientro nella chiesa di San Filippo. 
Il programma allestito per la Settimana Santa prevede momenti condivisi tra le parrocchie e momenti che avranno luogo in ogni chiesa. 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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