Cultura
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  • Argomento: Letteratura

Consegna a Domenico Pisana, nella città di Matera, del  Premio “Dal Tirreno allo Jonio”, per il suo saggio letterario  sul Nobel  Eugenio Montale  

 

Modica, 26 dicembre 2019 – Lo scorso 21 dicembre  presso il Salone degli stemmi dell’arcivescovado di Matera, Capitale europea della cultura 2019, è stato consegnato al poeta modicano Domenico Pisana il Premio per la saggistica “Dal Tirreno allo Jonio” con la sua opera su Eugenio Montale, il “povero nestoriano smarrito” alla ricerca della fede,  che l’organizzazione del Premio ha già antologizzato in un libro, insieme alle poesie finaliste. Oltre alla pergamena e ad un’opera d’arte dell’artista Immacolata Zabatti, espositrice alla Biennale di Venezia, Pisana ha ricevuto un premio in denaro come previsto dal bando. Del Premio è stata effettuata in diretta Facebook e  si sono occupati vari organi di stampa, tra cui Policoro TV e RAI tre.

La giuria tecnica  per la saggistica che ha valutato l’opera di Pisana  era composta da Emilio Lastrucci, poeta e docente di Pedagogia all’Università della Basilicata, Donato Loscalzo, poeta, scrittore, critico letterario e docente di Lingua e Letteratura greca all’Università di Perugia, Onofrio Arpino, poeta, scrittore e docente nelle Università di Bari e Basilicata, Adelaide Fongoni – docente di lingua e letteratura greca all’Unical di Cosenza.  

“Il saggio di Pisana – si legge nella motivazione della Giuria – ripercorre, con una ricca e articolata documentazione, l’itinerario della ricerca e degli interrogativi sull’Essere a partire da una posizione dichiaratamente nichilista fino alla lettura sottotraccia di un sentimento religioso e percorso di fede in Montale, comunemente noto come il poeta del ‘male di vivere’. L’analisi, condotta con rigore filologico, prende in esame i testi poetici alla ricerca di richiami religiosi che nella poetica montaliana acquistano, dal ’71 in poi , sempre più rilevanza fino all’avvicinamento al “varco”  che consente la comprensione del mistero dell’esistenza. 

 “Una bella esperienza di umanità e di cultura – commenta Domenico Pisana – che mi ha fatto incontrare autori e poeti nonché farmi apprezzare i parchi letterari dedicati a Isabella Morra, di cui si è occupata Dacia Martini, madrina dell’evento. Sono convinto, del resto, che un Premio vale non tanto per quel che si vince, ma per quella carica d’umanità che può trasmetterti, per quel senso di coesione sociale che la poesia riesce misteriosamente a determinare, per quell’entusiasmo che riesce a infondere nella direzione di creazione di legami con persone che incontri per la prima volta”.

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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