Cultura
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Ragusa, 5 ottobre 2021 — Mercoledì 6 ottobre alle ore 11, si terrà a Ragusa la cerimonia di intitolazione di una nuova via (l'ex strada 395, una traversa di Via Calipari, vicino viale Delle Americhe, all'altezza del McDonald), che sarà dedicata all'artista Giuseppe Minardo.

Minardo fu pittore e artista poliedrico. Nato a Ragusa nel 1916, mancò all'affetto dei suoi cari nel 1982.

L’amministrazione comunale di Ragusa, guidata dal sindaco Giuseppe Cassì, ha accolto con favore la richiesta avanzata dalle figlie dell’artista, richiesta che è stata sostenuta da diverse personalità del mondo della cultura, del giornalismo e dell’arte. La proposta è stata poi accompagnata da una relazione firmata dal dr. Benito Corradini, Presidente Accademia Internazionale La Sponda, che ha evidenziato il grande spessore artistico e culturale del Maestro Giuseppe Minardo: «Artista di elevato valore sia per le notevoli capacità interpretative che per l’elegante messaggio di un forte tenore propositivo che ha sempre tenuto alti i reali valori del messaggio dell’Arte e della Cultura, come momento di coinvolgimento sia dell’osservatore casuale che del più avveduto professionista critico d’arte».

Ragusa lo onorerà, come merita, con una insegna toponomastica a perenne memoria.

 

Giuseppe Minardo, la sua storia
 
Un giorno prima della vigilia di Natale del 1916 Giuseppe Minardo è nato a Ragusa Ibla, al numero 48 di Via Mercato.

Suo padre fu Teresio Minardo, ebanista e amante del violino tenta la fortuna a New York (siamo degli anni '20), ma sfortunatamente nel 1924, quando la di lui moglie è in attesa del loro quarto figlio, tornando a Ragusa Ibla muore in seguito ad un ictus, all’età di 33 anni.
 
Giuseppe aveva 8 anni e cercava già allora di mantenere la famiglia costruendo artistici giocattoli in legno (cavallucci a dondolo) in cambio, a volte, di sacchi di ceci e fagioli. Purtroppo avendo avuto la poliomielite era zoppicante ad una gamba.

Questo dramma, tra l'altro, gli causò anche un arresto all’età di 8 anni. Per farlo uscire dal carcere la mamma, la giovane Anna Campo (allora 25enne) dovette vendere i terreni della attuale diga di Santa Rosalia. Questo fatto segnò la sua infanzia e per questo volle andare via da Ragusa Ibla. Andò quindi a Roma e si diplomò all’Accademia di Belle Arti, il suo talento per la pittura era straordinario. All’Accademia di Belle Arti a Roma incontrò la donna della sua vita, Vera Macht, una prussiana.

Sono gli anni della guerra, della fame, dei bombardamenti. Si sposano nonostante le difficoltà e nel 44 nasce il loro bimbo di nome Giovanni che morirà purtroppo all’età di 6 mesi, durante la fuga dalla Prussia Orientale all’Italia. La Roma del dopoguerra è un disastro, ma l’amore per l’arte e per la sua amata Sicilia si fanno strada nei suoi pensieri.

In ogni pennellata ed in ogni tratto si riconosce la luce e il colore della sua terra. Negli anni 50 frequenta la Roma di via Margutta con i suoi “100 pittori”, la Roma del “baretto” e del “caffè Greco”, cuore pulsante dell’arte. Poeti, scrittori, critici, letterati si incontrano quotidianamente, si organizzano incontri e soprattutto mostre.

L’arte è il centro della rinascita. Giuseppe Minardo si concentra con la sua pittura sulle periferie Romane, sul disagio, sul degrado, ma soprattutto sull’uomo. In quegli anni conosce Ugo Moretti, scrittore, giornalista, autore di libri come “Gente al Babuino”, “La ragazza in bibicletta”, “Vento caldo” tanto per citarne qualcuno. Ugo Moretti scriverà innumerevoli testi critici sulla pittura di Minardo.

Seguiranno testi di Elio Mercuri, Sebastiano Carta, Giuliano Campolonghi, dello scrittore Luigi De Pascalis (autore di innumerevoli libri, ultimo “Il Sigillo di Caravaggio”), di Benito Corradini direttore della galleria la Sponda (Roma, Piazza del Popolo), di Aldo Incitti, gallerista romano e direttore artistico della galleria il Babuino a Roma.

Sono state tante le mostre di Giuseppe Minardo in varie gallerie di tutta l’Italia.

salvo micciché

 

 

In questa pagina Facebook l'Album fotografico dell'inaugurazione, con le figlie Olga e Anna, il sindaco di Ragusa, avv. Peppe Cassì, le autorità cittadine e, per la benedizione il parroco Luca Tuttobene. (ph salvomic / Biancavela Press)

 

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