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Il dramma esistenziale della poetessa M. Coffa(1841) al centro del XII sabato letterario del Caffè Quasimodo di Modica, che ospita Maria Lucia Riccioli  

 

Ragusa, 1 marzo 2015 – Maria Lucia Riccioli  insegna Lettere negli Istituti superiori. Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti. È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli, ed ha partecipato a varie rassegne e concorsi (tra cui Volo Rapido e Tiro Rapido Porsche, Roma Noir e Carabinieri in giallo 4, primo premio con pubblicazione nei Gialli Mondadori) e alcuni dei suoi lavori sono apparsi su quotidiani, riviste ed antologie.

Lo scorso sabato è stato ospite del XII sabato letterario del Caffè Quasimodo di Modica, ove ha presentato il suo primo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”,  insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica, tant’è che ha viaggiato tra Noto e Siracusa, a Catania,  Roma e Palermo.

Il volume è stato introdotto da Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo, che  ha focalizzato le due cifre semantiche del romanzo, ossia "la mediazione" e "la creazione", che plasmano tutto il testo nei tre livelli in cui esso si sviluppa: a) il livello storico, b) il livello narrativo, c) il livello letterario. “Questo romanzo, ha affermato Pisana,  ci dà un affresco del quadro storico della seconda metà dell’‘800 siciliano;  ci consegna la vicenda umana della poetessa netina Mariannina Coffa nella sua drammatica realtà, con una scrittura dove verità e realtà diventano la sostanza del romanzo. Maria Lucia Riccioli – ha proseguito Pisana - ha avuto coraggio, e questo romanzo, alla sua seconda edizione, la ripaga perché lei, pur tenendo conto dell' ampia bibliografia e di tante altre ricerche da lei effettuate sulla figura di M.Coffa, riesce, con la sua narrazione, ad esprimere un ‘quid’  di novità sulla poetessa netina, di forza espressiva grazie ad una grafia letteraria  davvero coinvolgente, elegante e ricca di pathos d’animo”.

 Le letture distese e piacevoli di Franca Cavallo e Antonella Monaca e le dolci e delicate musiche del giovanissimo pianista Stefano Cintoli hanno creato un' atmosfera di ascolto e di respiro poetico. Dinamica e ricca di approfondimento delle varie parti del romanzo, la conversazione tra l'autrice e la giornalista Lucia Corsale, che ha posto alcune domande sulla figura di Mariannina Coffa e sulle problematiche storiche legate al periodo in cui è vissuta, nonché su aspetti legati alle dicerie del volgo che  etichetteranno  M. Coffa come una pazza isterica adepta alle pratiche esoteriche di sonnambulismo e magnetismo, precursori dell'analisi psicanalitica freudiana. Chiare e coinvolgenti le risposte di Maria Lucia Riccioli che ha mostrato di maneggiare la storia di Mariannia Coffa  con pregevole disinvoltura, competenza e sensibilità, proprio come da lei affermato nel suo romanzo:  “Ho cercato di dare a Mariannina e a tutti gli altri personaggi anima e sangue attraverso la mia sensibilità e il mio mondo interiore”.

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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