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Rodolfo Di Biasio e Giovanni Occhipinti

Conversazione al telefono

 

Domande:

-1) Libro difficile questo tuo "Mare con mare" (Narrativa Bonaccorso – Verona, 2017). Quale il filo rosso che il lettore deve seguire per giungerne al cuore?

-2) E’ giusto dire che il tuo romanzo affronta la tragedia, la sofferenza della storia e nello stesso tempo è racconto visionario aperto alla speranza?

-3) Tu è il protagonista del racconto. Personaggio misterioso e intenso, insieme ingenuo e capace di porsi le grandi domande della vita nella sua ricerca di Dio. Ma chi è Tu

Risposte:

Se mi consenti, Rodolfo, riunisco in un unico discorso le risposte alle tue tre domande, che si integrano là dove affrontano il tema del mistero dell'eternità e della sofferenza dell'uomo della terra, quali che siano il colore della pelle, la civiltà, la storia, il credo religioso. 

"Libro difficile", dici? Sì, Mare con mare, (Narrativa Bonaccorso, 2017) apre le sue pagine ai lettori, disvelandosi e velandosi via via che il protagonista Tu entra nella loro vita, rendendoli partecipi delle proprie emozioni, dei propri sentimenti e problemi e soprattutto degli accadimenti insoliti (soprannaturali?), disperati e infelici, ma sempre ispiratori di sentimenti e di gesti edificanti anche quando riguardino la miseria e la cattiveria o l'indifferenza degli uomini che feriscono gli indifesi e i deboli.

Tra favola e dramma, Tu ci fa riflettere sulla sofferenza dei derelitti e degli oppressi, ma nello stesso tempo sulla forza della bontà e della fede nel Dio degli uomini, nel quale egli crede e che ricerca come in un sogno -o in una favola-, una sorta di realtà incantata, per parlargli e sfogarsi, come accade a certi personaggi vetero-testamentari e allo stesso Cristo, che grida nello spasimo il suo dolore per essere stato "abbandonato" alla tortura infame della crocifissione. In altri termini, l'immigrato Tu, dalla facies "bivalente" - nera e bianca - è gli uomini che soffrono l'afflizione della terrestrità: umiliazioni, persecuzioni e maltrattamenti, privazioni; e quanto più egli ne è vittima, tanto più si eleva nello spirito, ricercando il Dio del dolore, della sofferenza e del perdono.

Dunque, il "filo rosso", come tu dici, bisogna districarlo dall'intricato gomitolo esistenziale e terragno e servirsene come guida per uscire dal labirinto della malvagità o dell'indifferenza e ritrovare in Lui - Dio! - la condizione definitiva ed eterna della vita -Oltre! Non fa forse pensare la fine di Tu, il quale inspiegabilmente viene trovato morto ai piedi di una Croce, su cui si era arrampicato, forse per sfidarne la storia nella quale convivono malvagità e redenzione o forse per autocrocefiggersi? Dunque, è a una doppia lettura che va sottoposto il romanzo: quella che riguarda l'aspetto della favola e l'altra del dramma dell'umanità tradita e divisa, offesa e perseguitata, che spera in un intervento divino. Negato su questa terra. O forse non compreso? L'uomo muore, soffrendo su questo nostro mondo la propria impotenza a comprendere il mistero dell'esistenza e della redenzione. 

Sì, certo: la visionarietà, come tu osservi, caro Rodolfo, concepisce la tragedia, ma non per questo ignora il respiro della speranza né le sue promesse, a dispetto degli inganni della Storia.

Nella sua doppiezza o ambiguità, l'uomo Tu resta legato a un filo invisibile che conduce al mistero della trascendenza e si spezza quando egli, ad similitudinem Christi, sfida l'atrocità del patibolo della Croce.

C'è poi un altro aspetto che non va perso di vista. Mare con mare, tra cronaca e storia, rievoca il perpetuarsi del destino errabondo dei popoli del Mediterraneo, sia pure nella parvenza di una favola ingenua e triste, di bontà e di cattiveria, calata nel dramma perenne della vita, senza mai perdere di vista il mistero del Cielo. 

Giovanni Occhipinti

 

Cenni biografici 

Rodolfo Di Biasio (Ventosa, 1937)

Poeta, scrittore e saggista italiano. Dal 1969 al 1982 è stato direttore responsabile delle riviste nazionali “L’Argine Letterario” e “Rapporti”, nel cui comitato direttivo compaiono anche Giorgio Barberi Squarotti, Emerico Giachery, Giuliano Manacorda e Walter Mauro. Dal 1978 al 1999 la RAI ha trasmesso serie di suoi sceneggiati di argomento storico-letterario nelle trasmissioni radiofoniche Il Paginone e Lampi dirette da Giuseppe Neri.Sue poesie sono state tradotte anche in Grecia e in Russia. Considerato da molti un modello di scrittore autonomo rispetto alla potente editoria del nord, Rodolfo Di Biasio ha visto la sua opera analizzata dai migliori critici accademici e militanti del periodo 1970-2000.Di Biasio rappresenta il vertice di una scrittura poetica e narrativa che ha saputo imporsi nonostante il passare delle mode, delle neoavanguardie, attirando su di sé l’ammirata attenzione critica di maestri come Alvaro Valentini, Giuliano Manacorda, Giorgio Barberi Squarotti, Francesco De Nicola.

Giovanni Occhipinti è nato a Santa Croce Camerina nel 1936, ma vive a Ragusa dove ha insegnato presso l’Istituto di pena del capoluogo e alle “Elementari”, chiudendo la carriera da docente di scrittura creativa presso gli Istituti medi e superiori. È poeta, narratore e critico letterario. La sua poesia è stata tradotta in U.S.A., Romania, Croazia, Lussemburgo, Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Grecia, Colombia, Portogallo e Messico. Tra le opere di poesia: Il giuoco demente (Rebellato, 1975; premio “Alte Ceccato-Montecchio Maggiore” 1975); Il cantastorie dell’Apocalissi (Sciascia, 1985; selezione al premio “Viareggio”, 1985); Lo stigma del verso (Bastogi, 1990; premio “Varese”, 1990); Rime nel museo delle cere (Scheiwiller, 1991); Dialogo con le comete (Sciascia, 2005, premio “Sabaudia”, 2006); Elegia del frammento (Edizioni Feeria, 2013); Epigraffi, tre scherzi e una pasquinata, con una monodìa per Giovanni (Casa editrice Kimerik, 2015).Tra le pubblicazioni di narrativa: Favola di una emarginazione volontaria (Rebellato, 1978; selezione al premio “Viareggio” 1978); Un rapporto postumo (Cappelli, 1986; premio Cipraea-Piano di Sorrento, 1987); Lo scarabeo d’avorio (Rubbettino,1994; premio internazionale dei “Due mari”, 1994); Delirio di un vagabondo (S.E.I., premio “Assisi”, 1996); Giustificati nel suo sangue (Marsilio, 2000); Incontrare il tempo, (Salvatore Sciascia editore, 2103). Mare con mare (Bonaccorso editore, Verona, 2017, pp. 187; finalista, da inedito, al Premio Neri Pozza, 2013; presente alla Fiera dell’editoria italiana a Milano Rho dal 19 al 23 aprile 2017). Occhipinti è stato insignito del premio “Presidenza del Consiglio”, 1976 e del premio “Pirandello”, 2011.

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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