Cultura
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Due raccolte poetiche di Salvatore Paolino al centro dell’apertura della XVI Stagione culturale del Caffè Quasimodo

 

Modica, 30 settembre 2021 — Sarà dedicato al poeta Salvatore Paolino l’apertura della XVI Stagione culturale del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, che aprirà i battenti il prossimo 9 ottobre, alle ore 17.30, al Palazzo della Cultura.

Al centro dell’evento, dopo i saluti istituzionali, la presentazione degli ultimi due libri di poesie di Salvatore Paolino, editi dall’Associazione culturale Dialogo.  Il primo è una raccolta di poesie dialettali dal titolo “Ma chi ‘nnìcchi e ‘nnàcchi!”, e sarà illustrato dalla prefatrice del testo Daniela Fava; il secondo, “Cantando Monserrato”, silloge di poesie in lingua italiana, sarà presentato da Domenico Pisana, Presidente del Caffè Letterario Quasimodo.

La serata, che sarà coordinata da Carmelo Di Stefano, componente del Caffè Quasimodo, vedrà la lettura di poesie “I Caturru”, da parte degli attori Giovanna Drago e Giovanni Blundetto della Compagnia teatrale, e sarà arricchita da intermezzi musicali  del “Duo Eligius”, composto da Lino Gatto alla chitarra e Giuseppe Zisa al sassofono.

«Con gli ultimi Canti di Monserrato – afferma  Domenico Pisana –  Paolino lascia una riflessione sulla parabola della sua vita, mettendo  a nudo l’intimità personale e incastonandola nel circuito di versi pervasi di delicatezza  e di affacci crepuscolari imbevuti di emozioni e di vari stati d’animo, tutti  essenzializzati in un atteggiamento di leale dialogo interiore con se stesso e con la sua città, Modica, simboleggiata dalla collina di Monserrato, un atteggiamento, certo, malinconico e triste, ma aperto al bisogno di sospendere il tempo  per ricollocarvi, mediante la poesia, i vissuti già consumati nel corso di un viaggio effettuato con la  consapevolezza  – direbbe  Asor Rosa – che nella vita ‘si ricorda  per allontanare la fine, si  ricorda per tornare al principio’».

 

Salvo Micciché 

(Componente e portavoce del Caffè Letterario Quasimodo)

 

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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