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Ragusa, 19 gennaio 2022 — Ponte San Vito a Ragusa. Annoiato per la solita lentissima passeggiata al centro della città, osservo con attenzione una automobile bellissima: è una Audi A8, davvero bella.

La guida un signore di mezza età con accanto una signora sua coetanea; gente di livello, e si capisce.

Il guidatore prova a infilare l’automobile, molto grande, in un parcheggio sul ponte citato dal lato delle strisce bianche, che sono gratis, libere, free. Ma lo spazio disponibile è proprio minimo. Infatti, la grande e bellissima automobile riesce a posteggiare …dopo sedici manovre, non tanto per dire: le ho contate. Sedici manovre tra avanti e indietro. Immagino abbia tutti i sistemi di rilevazione, la telecamerina, e pertanto il proprietario non avrà fatto grande sforzo. Ma certo non è stato agevole. Il tutto quando dal lato opposto del ponte, nell’altra carreggiata, sono liberi almeno cinquanta posti auto. Ma lì sono le strisce blu. Quelle a pagamento (e infatti quel lato del ponte che quest’anno compie 58 anni dalla inaugurazione è sempre sgombro da automobili, che si infilano strette strette dal lato delle strisce bianche).

Insomma, mi è parso strano che il proprietario di una macchina che certo costerà più di una Panda abbia perso tempo per parcheggiare con ben sedici manovre quando avrebbe potuto compierne una e lasciare la teutonica libera e bella dal lato blu del San Vito.

Ma a proposito, quanto, più della Panda, costa la Audi A8? Mi viene in soccorso Google che riferisce: dipende dalla versione scelta. La più economica, che si chiama “50 TDI 3.0 Quattro Tiptronic” (proprio così, non è uno scioglilingua) puoi averla con 99.787,00 euro. Se decidessi di comprala chiederei al concessionario di aggiungere un qualsiasi optional che costi 213 euro, “ppi fari cuntu lestu”. La più cara, che si chiama semplicemente “S8” dove S sta per Sport, si può avere staccando un assegno da 161.538 euro.

Ora, facendo finta che quella bellissima auto che ho ammirato sul Ponte San Vito di Ragusa un freddo pomeriggio di fine anno sia una di gamma media, e che per averla il fortunato possessore avrà bonificato al concessionario soltanto 110.000 euro (o, se presa usata, solo 75.000 euro), può davvero perder tempo a fare sedici manovre per posteggiarla e così risparmiare tra mezzo euro e due euro?

Ma non è finita. Tornato a casa racconto la originale vicenda a mia moglie che serenamente mi dice: «tra l’altro in questo momento le strisce blu sono gratuite perché, mi pare di aver sentito, dev’essere rinnovata la convenzione tra il Comune e la ditta concessionaria». Potevo non ridere all’idea del riccone che si affanna a parcheggiare quella sorta di elegante locomotiva blu quando a due metri l’avrebbe potuta parcheggiare ugualmente gratis?

A me pare proprio che quest’episodio, simpatico ma nulla di più, dimostri come il parcheggiare nelle strisce blu pagando un ticket è visto, certamente dai ragusani e non so se anche altrove, come un obolo fastidiosissimo, una tassa ingiusta, una superceria. Ecco, una superceria alla quale non si rassegna nemmeno il signore che per non pagare un euro ne consuma tre di benzina.

 

Saro Distefano

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

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