Ragusa e dintorni
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Modica, 10 settembre 2014 – È stata “battezzata” la scorsa domenica, 7 Settembre, presso il Duomo di San Giorgio a Modica la “Compagnia delle Maestranze del Val di Noto”.  si tratta di un’organizzazione di 11 imprese edilizie che operano nel territorio e che insieme vogliono condividere dei progetti senza perdere le proprie autonomie ed l’identità.

 

Alla base di questo contratto c’è tutto ciò che si può trovare in qualsiasi altra azienda o rete: economia e politica aziendale, obiettivi nel lavoro, nella qualità dei prodotti, nella riduzione dei costi, visibilità nel mercato…., ma non c’è solo questo, ci sono in questo caso motivazioni spirituali che uniscono ed esaltano tutto: il valore della solidarietà, dell’amicizia operativa, il seme dell’aiuto reciproco, della condivisione, del confronto con l’altro, con il prossimo da sostenere…da sostenere per il bene comune. Si tratta di un percorso iniziato alcuni anni fa.

Questa rete di aziende è nata a Modica dal confronto di alcune piccole imprese artigiane in questo periodo di crisi economica, dalla consapevolezza delle loro singole e singolari capacità artigianali, dalla volontà espressa e lasciata in eredità ai genitori dal giovane Salvuccio Agosta prematuramente scomparso a causa di un male incurabile.

Dopo la Conferenza stampa di presentazione si è tenuta una Santa Messa e poi alla fine, alcune testimonianze per ricordare Salvuccio, che sin da giovanissimo trascorreva tutto il suo tempo libero per aiutare i più bisognosi. Soprattutto negli ultimi anni della sua vita Salvuccio andava sempre di fretta, sempre di corsa, come se sapeva che doveva sbrigarsi, come se aveva sentito la chiamata di Dio, che lo voleva al suo fianco.

 

La testimonianza di Giorgio Agosta, padre di Salvuccio

«Io,come tanti di noi, ho lavorato fin da piccolo,e,non mi ricordo il lavoro come una maledizione, anzi è stata una bella esperienza che, ancora oggi  mi ricordo con piacere, andavo dal “Falegname”, quindi,scuola e lavoro!

Col tempo, finito il tempo dell’istruzione, ho formato una piccola impresa,per mettere in pratica la mia esperienza acquisita. Man mano mi accorgevo di una “guerra” spietata fra noi colleghi che favorisce i soliti “furbi”. Allora c’era la salute e tanto entusiasmo, per mantenere la mia “Preziosa” Famiglia,  non badavo a tutti gli enormi sacrifici!

Spesso, nelle vacanze estive, i miei figli mi seguivano con piacere al “Lavoro”! Oggi parlo di Salvuccio, ricordo un episodio che, mi ha molto colpito,e che fa capire lo scopo di questa bella iniziativa: Questo mio figliolo, fin da piccolo, ha intrapreso un cammino seguendo gli insegnamenti di due “Grandi” educatori:Giovanni Paolo 2° e Don Giussani. Grazie a questa scelta ha fatto molte belle esperienze: i grandi raduni di “giovani” col Papa,Volontariato al Meeting di Rimini,vacanze sulle Dolomiti, per meditare sulla bellezza del Creato e tanti altri avvenimenti..

Lui aveva un forte desiderio di condividere questa “Bellezza” con tutti i suoi “Cari”,ma, allora, non ci riusciva!

Ecco l’episodio: Un giorno mi sono assentato dal cantiere, e, al ritorno, trovo Salvuccio che lavorava in alto, io mi sono molto preoccupato che si facesse male e l’ho fatto scendere, dicendogli, che lui poteva collaborare, ma il lavoro lo dovevano fare gli operai perché, lui ,allora studiava!é rimasto molto male,dicendomi che voleva imparare il mestiere,voleva “costruire”!

Dopo ,circa due anni fa, nel convegno “L’io il lavoro e la crisi”,tenuto,qui, a Modica, il nostro responsabile Morale, Mons.Giuseppe Baturi, oltre ad invitarci a metterci in “Rete”, affermava che la crisi è,sopratutto,”Morale”, basata sul “Massimo profitto nel minor tempo possibile, non un percorso di “Vita” insieme, per questo “L’UOMO” sta “SOFFOCANDO”!e, ancora:  chiunque modifica qualsiasi oggetto per migliorarlo contribuisce alla “Creazione” di Dio,ecco perche’ il lavoro è “Essenziale” per l’Uomo, non è una maledizione,come abbiamo creduto ultimamente,e Salvuccio l’aveva intuito!per questo col tempo, se il Signore vorrà,realizzeremo, qui a Modica, una “Piazza dei mestieri”, dove la passione dei nostri “Maestri” Viene trasmessa alle nuove generazioni, oltre, naturalmente, alla preparazione culturale e “Morale”».

 

L’intervento dell’ingegner Giorgio Di Raimondo

«Con gioia ed emozione salutiamo qui la nascita della rete di imprese… “Compagnia delle Maestranze del  Val di Noto”. Una organizzazione di 11 imprese edilizie che operano nel territorio e che insieme vogliono condividere dei progetti senza perdere le proprie autonomie ed l’identità.

Alla base di questo contratto c’è tutto ciò che potremmo trovare in qualsiasi altra azienda o rete: economia e politica aziendale, obiettivi nel lavoro, nella qualità dei prodotti, nella riduzione dei costi, visibilità nel mercato….,  ma non c’è solo questo, ci sono in questo caso motivazioni spirituali che uniscono ed esaltano tutto: il valore della solidarietà, dell’amicizia operativa, il seme dell’aiuto reciproco, della condivisione, del confronto con l’altro, con il prossimo da sostenere…da sostenere per il bene comune. Questi valori ci sono concessi se si vince sulla diffidenza e sull’individualismo. Oggi Gesù per l’appunto ci dice nella Parola: Se due sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa (nel mio nome) il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.

Questi valori spirituali sono stati coltivati negli ultimi due anni da queste imprese, sono stati sparsi come semi e già si vedono i primi frutti sperati e la convinzione che questa è la strada giusta nel nome del Signore.

Vorremmo citare una frase scritta da un notissimo scrittore francese spirituale. Thomas Merton,  vissuto nel secolo scorso, morto nel 1968… dice così:

“Il tempo galoppa, la vita sfugge tra le mani: Ma può sfuggire come sabbia oppure come sementa”.

L’autore vuol dire che le ore ed i giorni della nostra vita sfuggono velocemente tra le nostre attività, …se la vita sfugge come granelli di sabbia, si deposita a terra aridità, non senso, rassegnazione,… se invece sfugge come semi questi si depositano a terra e se trovano il terreno buono possono crescere e dar frutto.

E’ quello che è accaduto a queste imprese artigiane nel corso degli ultimi due anni: dalla rassegnazione, dal vuoto, dallo sconforto nel vedere la loro attività scorrere nella problematica notevole, incessante di tutti i giorni, ciascuno da solo e sfiduciato, a questa nuova via… alla speranza di mettersi insieme ad altri per affrontare meglio questi problemi, fino alla consapevolezza che il seme dell’aggregazione, dell’aiutarsi da buoni frutti e fortifica.

Ricordiamo alcuni discorsi che all’inizio si facevano, che facevamo, così sintetizzati…. ascoltate:

“Le società funzionano se formati da componenti in numero dispari e mai da un numero superiore ad uno”…un classico per dire che a mettersi insieme ci si rimette;

oppure “ Non ci sto a mettere a disposizione di altri le mie conoscenze, le mie abilità, frutti della mia esperienza, della mia bravura” la gelosia delle nostre cose;

ancora: “ Il compito della ns. azienda è quello di superare i nostri concorrenti, nemici a volte anche da abbattere, da annientare anche a costo di abbassare i prezzi fino all’osso”.

oppure“ I nostri giovani, i nostri figli non apprendono più il nostro lavoro artigianale, le nostre maestrie, hanno altri interessi, e forse è meglio così…tanto…., non c’è più continuità è un peccato per il nostro artigianato….”

o in forma generale: “ C’è poco da fare con il mercato, con le tasse, con questo stato…e così via.. IL RUMORE DELL’ARIDA SABBIA…OGGI INVECE SI SENTONO (dice Merton) I SEMI DELLA SPERANZA CADERE A TERRA LEGGERI E FORTI  E  SI DICE……

“Solo mettendoci insieme potremo vincere e prosperare nel mercato dei nostri prodotti”;

E “Se ci mettiamo insieme e condividiamo progetti con tutte  le risorse e le conoscenze di ciascuno riusciremo ad abbattere i costi ed essere più competitivi nei prezzi e nella qualità”.

E ancora “Condividiamo senza perdere la nostra autonomia e la Ns. identità”

E “La qualità del nostro  lavoro artigianale è una grande risorsa nel territorio”;

e “Facciamo delle scuole di arti e mestieri per insegnare le nostre opere ai giovani che saranno entusiasti nel continuare a realizzare le nostre opere frutti dell’amore di Dio”.

E’ avvenuta questa Metamorfosi, questa trasformazione grazie allo Spirito di Dio che si è rivelato in loro anche e nei sostenitori che hanno seguito, incoraggiato, supportato questa evoluzione e che oggi ringraziamo:

-       Padre Giovanni che dall’inizio ci ha ospitato in questi locali e ci ha sostenuti,

-       Mons. Giuseppe Baduri, venuto più volte a Modica da Catania;

-       i consulenti amici del CDO di Catania, Cristina Scuderi, Carlo Saggio,

-       il consulenti amici ed il professore Salvatore Modica;

-       il dott. Luca Castagnetti di Studio Impresa di Verona che ha elaborato la parte tecnico-documentale del contratto e della gestione;

-       le 11 imprese artigiane che ci credono davvero, e non ultimo Giorgio Agosta che ci ha sempre fornito il carburante spirituale in memoria del figlio Salvuccio per andare avanti.»

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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