Religione
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Già nel pomeriggio la celebrazione con il vescovo di Ragusa, Paolo Urso. Poi la processione per le vie del centro storico

 

Ragusa, 3 ottobre 2015 – Domani è il 4 ottobre: la festa del Patrono d’Italia, San Francesco. 

A Ragusa, ai Cappuccini, non mancherà, il tradizionale “sparo dei mortaretti”, in tre momenti, alle 9, alle 12 e alle 18. 

Alle 11 ci sarà la celebrazione della santa messa e alle 12 in piazza è in programma la benedizione degli animali. 

Alle 18 è prevista la recita del Rosario e la coroncina a San Francesco. Quindi, alle 18,30 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso. Subito dopo l’uscita del simulacro. 

Prima di dare il via alla processione, il corpo bandistico “San Giorgio – Città di Ragusa” eseguirà l’Inno di Mameli. La processione si snoderà per il seguente itinerario: piazza Cappuccini, via Pennavaria, piazza Libertà, viale Tenente Lena, via Leonardo Da Vinci, via Salvo D’Acquisto, piazza Caduti di Nassirya, proprio davanti all’ospedale Civile. 

Qui il momento di preghiera sarà animato dall’Ufficio diocesano per la pastorale della salute e rivolto agli ammalati. Prevista anche la preghiera per la Patria animata dall’Arma dei carabinieri. 

La processione proseguirà poi per piazza del Popolo, viale Sicilia, via Risorgimento, via Ing. Migliorisi, via Santa Maria Boscarino, via Carlo Alberto, Largo Beata Maria Candida. Qui è prevista una sosta dinanzi al monastero delle carmelitane. 

Quindi si continuerà per via Marsala, piazza Cappuccini, via Traspontino, Ponte Vecchio, dove ci sarà lo spettacolo pirotecnico, e rientro in chiesa. Alle 21, poi, prenderà il via, in piazza Cappuccini, la seconda edizione della sagra del “pani cunzatu” assieme al gioco della ruota della fortuna. E poco dopo inizierà la seconda serata della manifestazione canora “Una voce per San Francesco”. 

La serata finale sarà animata dalla presentazione di Mario Vita e da Giancarlo Antoci alle tastiere. 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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