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  • Autore: Michele Giardina
  • Editore: Amazon
  • Titolo: Michele Giardina giornalista di provincia

Ragusa, 7 gennaio 2022 — Dentro un libro c’è sempre una storia, un qualcosa che l’autore sente e che ha il bisogno di scrivere, fare testimonianza, divulgare.

Quando il desiderio di stuzzicare la curiosità del lettore diventa forte, ecco che l’autore apre una “finestra sul passato”. E poi, se chi scrive è anche giornalista allora quel bisogno di cui sopra serve per “far respirare alcune verità, ricordare personaggi più o meno importanti” e, soprattutto, “regalare qualche emozione”. È questo, in estrema sintesi, l’intento emozionale – ma che fa riflettere su alcune tematiche ancora attuali – del giornalista Michele Giardina, già corrispondente da Pozzallo per il quotidiano “La Sicilia”. Attività che ha svolto per non pochi decenni mantenendo una professionalità giornalistica di tutto rispetto, encomiabile tanto dal punto di vista umano che professionale.

Il libro, dal titolo “Michele Giardina giornalista di provincia” (edizione 2022), che sarà distribuito in esclusiva da Amazon, è in realtà una riedizione di un testo già pubblicato nel 2003 ma che ora viene alla luce a cura dell’autore per porre sotto la giusta luce la cronaca degli anni Ottanta del secolo scorso che lo stesso Giardina vuole consegnare “il testimone alla storia”.

Di qui la raccolta dei suoi contributi giornalistici, pubblicati nell’arco di due lustri (in un arco temporale compreso tra il 1979 ed il 1990), racchiusi nel libro, che – sebbene “offuscati dal tempo” sono “ora riportati alla luce con una veste nuova e rilucente che ce li presenta nella primiera incontaminata essenza”, scrive Salvatore Basile nelle sue note iniziali. C’è anche la testimonianza del compianto giornalista Tony Zermo (firma storica del quotidiano “La Sicilia”) che descrive Michele Giardina con quella naturale schiettezza ed affabilità che lo hanno sempre contraddistinto: “testimone fedele” con il pregio di avere “occhio acuto e mano felice”.

L’autore va oltre la cronaca percorrendo ed attraversando, “con lucido disincanto, dieci anni di microstoria della città di Pozzallo”, offrendo “scrittura quotidiana e del quotidiano”, annota la scrittrice e studiosa Grazia Dormiente nella sua bella introduzione.

Una scrittura che non ha «il sapore della spettacolarizzazione, della ricerca ossessiva dello scoop e del consenso; sono cronache anche mordaci e punzecchianti ma dal tono pacato e sereno, che offrono al lettore dieci anni di vita della sua Pozzallo», scrive il poeta Domenico Pisana nella pregevole postfazione. E Pozzallo è una città colta nella sua vivacità, nelle sue variegate articolazioni sociali, nelle sue vicende politiche e nelle sue problematiche sociali. Allo storico studio Assenza di Pozzallo è stata affidata la preziosa consulenza per le foto presenti nel libro.

 

Giuseppe Nativo

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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