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Michele Digrandi: Forme e colori d’istinto — Alchidico su multistrato cm.67x48 (2008)

 

Vermigli sono

i fiori,

vivida la luce

che li avvolge,

virente il viluppo

di steli e di foglie...

È come se

un ventaglio

di velata passione

vibrasse

verso l’amato volto.

 

Giovanna Cappuzzello

 

 

Quando si realizza un’opera come questa, si indugia un po’ durante l’elaborazione per verificare se fermarsi o continuare, e prima di decidersi a farlo, secondo me, diventa abbastanza problematico. 

Spesso ci si ferma da soli, a riflettere, e qualche volta ci ferma qualcun altro.

Un esempio: con i colori alchidici, che ormai raramente si trovano in commercio, ho cercato di realizzare in alcune opere come questa, visto che si asciugano prima dei colori ad olio, gli stessi effetti cromatici che si possono ottenere più rapidamente e forse in modo più efficace con gli acrilici.

Questa volta mi ha bloccato mio figlio Simone, che al ritorno da Perugia dall’università, è sceso nello studio e guardando quest’opera ha sentenziato: «Papà, fermati non fare nient’altro, lascialo asciugare, il quadro è mio e non si discute. Stop».

A questo punto cosa dovevo fare?

Ho detto: «Simone abbassati, visto che sei molto più alto di me», e ci siamo super abbracciati.

Michele Digrandi

 

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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